Gomme Formula 1: come funzionano Soft, Medium, Hard e degrado
Capire le gomme F1 significa capire metà della gara
Le gomme Formula 1 sembrano un dettaglio tecnico, ma in realtà possono decidere qualifiche, strategie, pit stop e perfino il vincitore di un Gran Premio. Una monoposto può essere velocissima, un pilota può avere un ritmo eccellente, ma se gli pneumatici finiscono fuori dalla loro finestra ideale di utilizzo la situazione può cambiare nel giro di poche tornate.
Per chi ha iniziato a seguire la Formula 1 da poco, la parte più confusa arriva quasi sempre quando compaiono termini come Soft, Medium, Hard, C1, C2, C3, degrado, graining, blistering, Intermediate e temperatura delle gomme.
La domanda sorge spontanea: se la Soft è più veloce, perché non usarla sempre? Se la Hard dura di più, perché qualcuno parte con la Medium? E soprattutto, come può una gomma indicata come “Soft” essere in realtà una C3 in un Gran Premio e una C5 in un altro?
Questa guida serve proprio a mettere ordine. Vedremo come funzionano le gomme della Formula 1, quali mescole esistono, come vengono scelte per ogni circuito, cosa significa degrado e perché la strategia degli pneumatici è una delle parti più interessanti di una gara.
Indice della guida
- Come funzionano le gomme Formula 1
- Quali mescole esistono
- Differenze tra C1, C2, C3, C4 e C5
- Colori Soft, Medium e Hard
- Come vengono scelte le gomme per ogni GP
- Come funziona la gomma Soft
- Come funziona la Medium
- Come funziona la Hard
- Che cos’è il degrado gomme
- Temperatura e finestra di utilizzo
- Che cos’è il graining
- Che cos’è il blistering
- Intermediate e Full Wet
- Gomme e pit stop
- Come funzionano le strategie gomme
- Gomme e qualifiche
- Come leggere le gomme durante una gara
- FAQ sulle gomme Formula 1
Come funzionano le gomme Formula 1?
Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto diretto tra la monoposto e l’asfalto. Devono quindi trasferire alla pista accelerazione, frenata e forze laterali generate nelle curve.
Questo rende le gomme F1 fondamentali per la prestazione.
Una gomma che lavora nella corretta finestra di temperatura permette al pilota di frenare più tardi, accelerare prima e affrontare le curve con maggiore velocità.
Quando invece lo pneumatico è troppo freddo, troppo caldo o troppo degradato, l’aderenza diminuisce.
Ed è qui che nasce uno dei paradossi più interessanti della Formula 1: la gomma più veloce non è necessariamente quella migliore per vincere la gara.
Bisogna infatti considerare contemporaneamente:
- prestazione sul giro;
- durata;
- temperatura;
- degrado;
- caratteristiche del circuito;
- peso della monoposto;
- traffico;
- numero di pit stop necessario.
In altre parole, scegliere uno pneumatico significa sempre trovare un compromesso.
Quali gomme vengono utilizzate in Formula 1?
Per le condizioni di pista asciutta vengono utilizzati pneumatici slick, cioè privi di battistrada scolpito.
La gamma comprende diverse mescole Formula 1, caratterizzate da differenti livelli di durezza.
Nella gamma attuale 2026 Pirelli utilizza cinque mescole da asciutto, identificate come:
- C1;
- C2;
- C3;
- C4;
- C5.
La C1 è la più dura, mentre la C5 è la più morbida.
La logica di fondo è semplice: passando verso le mescole più morbide aumenta generalmente la capacità di generare grip e prestazione immediata, mentre le gomme più dure sono progettate per resistere maggiormente alle sollecitazioni e completare stint più lunghi.
Ma attenzione: non tutte e cinque vengono utilizzate contemporaneamente durante ogni Gran Premio.
C1, C2, C3, C4 e C5: quali sono le differenze?
C1: la mescola più dura
La C1 è la gomma più dura della gamma attuale.
Viene utilizzata soprattutto quando le caratteristiche del circuito sottopongono gli pneumatici a forti carichi, alte temperature o grande energia laterale.
È progettata per offrire elevata resistenza e consentire stint lunghi, ma normalmente paga qualcosa in termini di prestazione massima rispetto alle mescole più morbide.
C2: durata e resistenza
La C2 mantiene caratteristiche orientate alla durata, ma rappresenta un gradino più morbido rispetto alla C1.
Può essere utilizzata su circuiti veloci, abrasivi o particolarmente impegnativi per gli pneumatici.
C3: la mescola più versatile
La C3 occupa una posizione centrale della gamma ed è particolarmente versatile.
Ed è qui che inizia a diventare interessante capire la nomenclatura.
La C3 può essere indicata come Hard in un weekend, Medium in un altro e perfino Soft in un altro ancora, a seconda delle altre due mescole selezionate.
C4: più grip e riscaldamento rapido
La C4 è una mescola morbida progettata per raggiungere rapidamente un buon livello di aderenza.
Può risultare particolarmente efficace sui circuiti nei quali il livello di stress sugli pneumatici è più contenuto.
C5: la più morbida
La C5 è la mescola più morbida della gamma attuale.
È pensata per massimizzare il grip e la prestazione, risultando particolarmente adatta a piste sulle quali il degrado e l’usura non sono estremamente elevati.
Questo non significa però che la C5 sia sempre “la gomma migliore”. In un circuito severo potrebbe perdere prestazione troppo rapidamente per risultare conveniente sulla distanza di gara.
Vuoi capire come gomme e pit stop cambiano una gara?
Soft, Medium e Hard: cosa significano i colori?
Durante un weekend di Formula 1 lo spettatore non vede normalmente le sigle C1-C5 nella grafica televisiva principale.
Le tre mescole selezionate per quel Gran Premio vengono infatti presentate come:
- Hard – colore bianco;
- Medium – colore giallo;
- Soft – colore rosso.
È fondamentale capire che Hard, Medium e Soft sono definizioni relative alla selezione del singolo weekend.
Facciamo un esempio.
Se Pirelli porta C1, C2 e C3:
- C1 = Hard;
- C2 = Medium;
- C3 = Soft.
Se invece vengono selezionate C3, C4 e C5:
- C3 = Hard;
- C4 = Medium;
- C5 = Soft.
Ed ecco spiegato perché una C3 può essere contemporaneamente considerata una mescola “centrale” nella gamma generale e apparire con la banda rossa da Soft in un determinato weekend.
Una volta capito questo passaggio, metà delle discussioni sulle gomme viste in TV diventano improvvisamente molto più sensate.
Come vengono scelte le gomme per ogni Gran Premio?
Pirelli stabilisce quali tre mescole slick mettere a disposizione delle squadre sulla base delle caratteristiche del circuito e delle sollecitazioni previste.
Tra gli elementi considerati ci sono:
- velocità delle curve;
- abrasività dell’asfalto;
- carichi laterali;
- temperature previste;
- livello di degrado atteso;
- caratteristiche complessive della pista.
Su un circuito particolarmente severo possono essere scelte mescole più dure.
Un esempio concreto è Silverstone, dove nel 2026 Pirelli ha selezionato C1, C2 e C3, cioè la parte più dura della gamma.
In Austria, invece, sono state utilizzate C3, C4 e C5, ossia le mescole più morbide disponibili.
Questo dimostra perché parlare genericamente di “gomma rossa” senza sapere quale compound rappresenti può essere riduttivo.
Come funziona la gomma Soft F1?
La gomma Soft Formula 1 è quella identificata dal colore rosso.
Tra le tre mescole disponibili nel weekend è normalmente quella capace di offrire la maggiore prestazione immediata.
Per questo viene spesso utilizzata nelle qualifiche, quando conta ottenere il miglior tempo possibile nell’arco di pochi giri.
Il rovescio della medaglia è la durata.
Una Soft tende generalmente a perdere prestazione prima rispetto alla Medium o alla Hard, soprattutto quando temperature e caratteristiche della pista aumentano il degrado.
In gara può quindi essere utilizzata per:
- partire con grande aderenza;
- attaccare nelle prime fasi;
- completare uno stint breve;
- effettuare un ultimo stint aggressivo;
- sfruttare una ripartenza nel finale.
Ma se obbliga a una sosta supplementare, il vantaggio cronometrico può sparire completamente.
Come funziona la gomma Medium?
La Medium F1, riconoscibile dalla banda gialla, rappresenta spesso il compromesso più equilibrato tra prestazione e durata.
Proprio per questa caratteristica è frequentemente utilizzata in gara.
Può offrire:
- buona velocità;
- durata superiore alla Soft;
- maggiore flessibilità strategica;
- possibilità di allungare lo stint.
Naturalmente non esiste una regola valida per ogni circuito.
Su alcune piste la Medium può essere molto competitiva, mentre in altre potrebbe soffrire temperature o degrado in modo particolare.
Come funziona la gomma Hard?
La Hard Formula 1 è indicata dal colore bianco.
È la mescola più dura delle tre selezionate per il weekend ed è generalmente progettata per offrire maggiore durata.
Può consentire stint molto lunghi e diventare particolarmente interessante nelle strategie a una sola sosta.
Il problema principale è spesso legato alla temperatura.
Una gomma più dura può richiedere maggiore tempo per entrare nella corretta finestra di utilizzo.
Nei primi giri dopo il pit stop il pilota potrebbe quindi trovarsi con meno grip rispetto a un rivale che utilizza una mescola più morbida.
Ed è proprio in questi momenti che possono nascere sorpassi o undercut.
Che cos’è il degrado delle gomme F1?
Il degrado gomme F1 è la perdita progressiva di prestazione dello pneumatico durante l’utilizzo.
In termini pratici, una gomma che degrada comincia a offrire meno aderenza e può determinare tempi sul giro progressivamente più alti.
Il degrado non dipende soltanto dall’età della gomma.
Due piloti possono montare la stessa mescola nello stesso giro e trovarsi dopo quindici tornate con pneumatici in condizioni molto differenti.
Dipende infatti anche da:
- assetto della monoposto;
- stile di guida;
- temperatura dell’asfalto;
- pressioni;
- traffico;
- bilanciamento aerodinamico;
- carico di carburante;
- caratteristiche delle curve.
Per questo un pilota capace di gestire meglio le gomme può risultare particolarmente efficace sulla distanza.
Degrado e usura sono la stessa cosa?
Non esattamente.
L’usura riguarda il consumo fisico dello pneumatico, mentre il concetto di degrado viene utilizzato soprattutto per descrivere la perdita di prestazione.
Una gomma può quindi perdere ritmo anche senza essere completamente consumata.
Perché la temperatura delle gomme è così importante?
Gli pneumatici da competizione funzionano correttamente entro una determinata finestra di temperatura.
Se sono troppo freddi, la gomma non offre il livello di aderenza desiderato.
Se diventano troppo caldi, possono invece perdere prestazione e aumentare il degrado.
Questo spiega perché durante il giro di preparazione in qualifica i piloti cercano di portare le gomme nelle condizioni ideali prima di iniziare il giro veloce.
Spiega anche perché dopo un pit stop un pilota può sembrare inizialmente più lento.
Lo pneumatico nuovo ha più potenziale, ma deve essere portato nella corretta finestra operativa.
La temperatura può inoltre variare tra asse anteriore e posteriore e perfino tra le differenti zone dello stesso pneumatico.
Insomma, “basta scaldare le gomme” è una frase semplice per descrivere un problema che occupa parecchi ingegneri per tutto il weekend.
Che cos’è il graining in Formula 1?
Il graining è un fenomeno che interessa la superficie dello pneumatico e può ridurne il grip.
Quando la gomma scivola sulla pista in condizioni non ideali, parti superficiali della mescola possono deformarsi e accumularsi sul battistrada, creando una superficie irregolare.
Il risultato è una riduzione dell’area di contatto efficace con l’asfalto e quindi dell’aderenza.
Il graining può essere favorito da:
- basse temperature;
- pneumatici fuori dalla corretta finestra di utilizzo;
- scivolamento;
- caratteristiche della pista;
- assetto della monoposto.
In alcuni casi il fenomeno può diminuire durante lo stint quando la superficie dello pneumatico si stabilizza.
Per questo a volte si sente dire che un pilota deve “superare la fase di graining”.
Che cos’è il blistering?
Il blistering è un fenomeno differente dal graining e normalmente legato a un eccesso di temperatura nello pneumatico.
Il calore può provocare la formazione di bolle e danneggiare la superficie, causando perdita di grip e vibrazioni.
In condizioni severe può obbligare il pilota a rallentare o a sostituire le gomme.
Una maniera semplice per ricordare la differenza è questa:
- graining: superficie irregolare e accumuli di gomma, spesso associati a scivolamento e condizioni troppo fredde;
- blistering: deterioramento dovuto principalmente a temperature troppo elevate.
Naturalmente la realtà tecnica è più complessa, ma come prima chiave di lettura funziona bene.
Graining, degrado o gomme finite? Il pit stop può cambiare tutto.
Intermediate e Full Wet: quali gomme si usano quando piove?
Quando la pista è bagnata gli pneumatici slick non sono più adatti, perché non dispongono di scanalature capaci di evacuare l’acqua.
Entrano quindi in gioco due tipologie principali:
- Intermediate – verde;
- Full Wet – blu.
Intermediate
Le gomme Intermediate F1 vengono utilizzate quando la pista è umida, presenta zone bagnate oppure si trova in una fase intermedia tra condizioni completamente asciutte e pioggia intensa.
È spesso la gomma protagonista delle gare con meteo variabile.
La vera difficoltà non consiste soltanto nel capire se utilizzarla, ma soprattutto quando montarla.
Passare alle Intermediate un giro prima degli avversari può generare un vantaggio enorme se la pioggia aumenta rapidamente.
Farlo troppo presto, invece, può distruggerle su una pista ancora troppo asciutta.
Full Wet
Le Full Wet sono progettate per condizioni con quantità d’acqua maggiori.
Hanno un battistrada più marcato per evacuare l’acqua e ridurre il rischio di aquaplaning.
Quando le condizioni diventano estremamente difficili, però, il problema non riguarda soltanto il grip: entra in gioco anche la visibilità provocata dallo spray sollevato dalle monoposto.
Perché le gomme determinano i pit stop?
Uno dei motivi principali per cui una vettura entra ai box è proprio la necessità di sostituire gli pneumatici.
La squadra deve decidere quando la perdita di prestazione della gomma utilizzata diventa maggiore del costo temporale del pit stop.
È una valutazione fondamentale.
Fermarsi troppo presto può costringere a effettuare uno stint finale eccessivamente lungo.
Fermarsi troppo tardi può significare perdere diversi secondi girando con gomme ormai degradate.
Da qui nascono concetti come:
- pit window;
- undercut;
- overcut;
- one-stop;
- two-stop.
Se vuoi capire meglio queste dinamiche trovi una spiegazione più ampia nella nostra guida su strategie live, gomme e pit stop Formula 1.
Come funzionano le strategie gomme in Formula 1?
Prima della gara le squadre simulano diverse strategie possibili.
Per esempio:
- Soft → Hard;
- Medium → Hard;
- Soft → Medium → Soft;
- Medium → Medium → Hard.
La scelta dipende dalle mescole disponibili e dalle condizioni specifiche del weekend.
Una strategia a una sola sosta consente di perdere meno tempo nella pit lane, ma obbliga a completare stint più lunghi.
Una strategia a due soste permette invece di utilizzare gomme mediamente più fresche e spingere maggiormente, pagando però il tempo di un pit stop supplementare.
La domanda fondamentale diventa quindi:
il vantaggio ottenuto con gomme più veloci compensa il tempo necessario per fermarsi una volta in più?
Se la risposta è sì, la strategia a due soste può diventare conveniente.
Se la risposta è no, allungare gli stint può essere la soluzione migliore.
Perché due squadre utilizzano le gomme in modo diverso?
Ogni monoposto interagisce in modo differente con gli pneumatici.
Assetto, aerodinamica, distribuzione dei carichi e comportamento meccanico possono far sì che una vettura sia particolarmente delicata sulle gomme mentre un’altra le consumi più rapidamente.
Questo spiega situazioni apparentemente strane.
Un pilota può essere più veloce dell’avversario nei primi cinque giri dello stint ma perdere progressivamente terreno dopo dieci o quindici tornate.
Il problema non è necessariamente il motore o il talento del pilota.
Potrebbe semplicemente esserci una gestione diversa degli pneumatici.
Che cosa significa “far durare le gomme”?
Quando un pilota gestisce le gomme non sta semplicemente andando piano.
Cerca di ridurre determinate sollecitazioni preservando comunque un ritmo competitivo.
Può farlo modificando:
- frenata;
- accelerazione;
- velocità di ingresso in curva;
- traiettoria;
- modalità con cui applica potenza.
Il talento consiste proprio nel perdere meno tempo possibile pur mantenendo lo pneumatico in condizioni migliori.
In sostanza, il pilota deve convincere la gomma che non la sta maltrattando mentre continua a guidare una monoposto a velocità decisamente poco rassicuranti.
Quali gomme si usano nelle qualifiche F1?
In qualifica conta principalmente ottenere la massima prestazione sul giro singolo.
Per questo la Soft viene utilizzata frequentemente nei tentativi decisivi.
Ma anche in questo caso la situazione può essere più complessa.
Le squadre devono considerare:
- numero di set disponibili;
- evoluzione della pista;
- traffico;
- temperatura;
- necessità di conservare gomme per le sessioni successive.
Una squadra molto competitiva potrebbe inoltre cercare di superare una fase delle qualifiche evitando di utilizzare un set nuovo, così da conservarlo per il momento decisivo.
La gestione degli pneumatici inizia quindi molto prima del Gran Premio.
Perché un giro di preparazione è così importante?
Prima del giro veloce il pilota deve portare gli pneumatici nella finestra di funzionamento corretta.
Un giro di preparazione troppo lento può lasciare le gomme fredde.
Uno troppo aggressivo può invece stressarle eccessivamente prima ancora di iniziare il tentativo.
Inoltre bisogna creare spazio rispetto alle vetture davanti e non ostacolare quelle che stanno completando un giro veloce.
Per questo gli ultimi minuti delle qualifiche sembrano a volte un ingorgo autostradale organizzato da persone che guidano monoposto da milioni di euro.
Perché le gomme nuove non sono sempre immediatamente più veloci?
Una gomma nuova possiede maggiore potenziale, ma deve raggiungere la temperatura corretta.
Inoltre la mescola può richiedere uno o più giri per entrare pienamente nella propria finestra.
Questo è particolarmente importante con gli pneumatici più duri.
Un pilota che esce dai box con Hard nuove può essere inizialmente vulnerabile contro un avversario che utilizza Medium già in temperatura.
È uno dei motivi per cui la fase immediatamente successiva al pit stop è spesso decisiva.
Che cosa sono gli stint?
Uno stint F1 è la sequenza di giri completata tra una partenza e un pit stop, oppure tra due soste.
Se un pilota parte con Medium, effettua 25 giri e poi monta Hard, il primo stint è quello completato con la Medium.
Analizzare gli stint permette di capire:
- durata delle gomme;
- degrado;
- ritmo medio;
- efficacia delle differenti mescole.
Durante le prove libere le squadre effettuano spesso long run proprio per raccogliere informazioni utili sulla durata e sul comportamento degli pneumatici.
Quando una gomma è davvero “finita”?
Quando un pilota dice via radio che le gomme sono finite, non significa necessariamente che lo pneumatico sia fisicamente arrivato al limite assoluto.
Può significare che il grip disponibile è diventato insufficiente per mantenere il ritmo desiderato.
In alcuni casi il pilota può comunque continuare per diversi giri.
La squadra deve quindi capire se convenga:
- fermarsi immediatamente;
- resistere ancora;
- attendere una possibile Safety Car;
- allungare lo stint per raggiungere una mescola diversa.
Ed è qui che strategia e gestione gomme si incontrano.
Una Safety Car può trasformare completamente la strategia gomme.
Come capire le gomme durante una gara F1?
Non serve conoscere ogni dato tecnico.
Per leggere correttamente una gara basta osservare cinque informazioni:
- mescola utilizzata;
- numero di giri della gomma;
- ritmo del pilota;
- distacco dagli avversari;
- numero di soste già effettuate.
Immagina un pilota secondo a tre secondi dal leader.
Se il leader utilizza Hard da 25 giri mentre l’inseguitore ha Medium montate da appena cinque giri, quei tre secondi raccontano soltanto una parte della storia.
L’inseguitore potrebbe avere un vantaggio importante di pneumatici e recuperare rapidamente.
Al contrario, se è lui ad avere le gomme più vecchie, il distacco potrebbe aumentare.
Guardare la mescola trasforma quindi la classifica da una fotografia a un racconto della strategia.
La Soft è sempre più veloce della Hard?
In condizioni teoriche e comparabili, la mescola più morbida offre generalmente maggiore prestazione massima.
Ma durante una gara le condizioni non sono mai perfettamente comparabili.
Una Hard correttamente riscaldata e ancora in buone condizioni può risultare più efficace di una Soft surriscaldata o molto degradata.
La prestazione reale dipende quindi dallo stato dello pneumatico, non semplicemente dal colore della banda laterale.
Perché alcune piste consumano più gomme?
I circuiti non sottopongono gli pneumatici allo stesso livello di stress.
Curve lunghe e veloci generano elevati carichi laterali.
Asfalti abrasivi aumentano l’usura.
Temperature elevate possono favorire il surriscaldamento.
Al contrario, circuiti cittadini relativamente lenti e poco abrasivi possono consentire l’utilizzo delle mescole più morbide.
Per questo Pirelli non porta automaticamente le stesse gomme in ogni Gran Premio.
Le gomme Formula 1 cambiano negli anni?
Sì.
Costruzione, dimensioni e gamma delle mescole possono essere modificate con l’evoluzione del regolamento tecnico.
La generazione introdotta nel 2026 utilizza ancora cerchi da 18 pollici, ma pneumatici più stretti rispetto alla generazione precedente.
La gamma slick 2026 comprende C1, C2, C3, C4 e C5.
Pirelli aveva valutato anche una C6 durante lo sviluppo, ma non è stata inserita nella gamma definitiva perché il divario prestazionale rispetto alla C5 non risultava sufficientemente significativo.
Questa sezione è quella che richiederà eventualmente aggiornamenti negli anni futuri; il funzionamento generale di Soft, Medium, Hard, degrado e strategia resta invece valido come base per comprendere la Formula 1.
Fonti ufficiali per approfondire le gomme Formula 1
Per dati tecnici e selezioni delle mescole è sempre consigliabile fare riferimento alle comunicazioni ufficiali.
Prima di ogni Gran Premio Pirelli comunica inoltre quali mescole saranno utilizzate nel weekend.
Conclusioni: perché le gomme sono così importanti in Formula 1?
Le gomme Formula 1 determinano buona parte della prestazione disponibile durante un Gran Premio.
La Soft offre normalmente più grip ma una durata inferiore. La Medium cerca il compromesso tra ritmo e resistenza. La Hard permette generalmente stint più lunghi, ma può richiedere maggiore tempo per entrare nella corretta finestra di temperatura.
A questo bisogna aggiungere degrado, graining, blistering, condizioni meteorologiche e caratteristiche della pista.
E soprattutto bisogna ricordare che Soft, Medium e Hard non identificano sempre le stesse mescole assolute: sono i nomi assegnati alle tre opzioni selezionate per il singolo weekend.
Una volta capito questo meccanismo, leggere una gara diventa decisamente più semplice.
Non vedrai più soltanto un pilota primo e un altro terzo. Vedrai il primo con Hard vecchie di trenta giri, il terzo con Medium fresche e dieci secondi da recuperare.
Ed è esattamente in quel momento che smetti di chiederti perché i telecronisti parlino continuamente di gomme e inizi a guardare nervosamente il numero di giri dello stint insieme a loro.
FAQ sulle gomme Formula 1
Quali gomme esistono in Formula 1?
Per la pista asciutta la gamma attuale comprende mescole slick dalla C1 alla C5. Durante ogni Gran Premio vengono selezionate tre mescole, indicate come Hard, Medium e Soft. In condizioni di bagnato sono disponibili Intermediate e Full Wet.
Qual è la gomma più morbida della Formula 1?
Nella gamma 2026 la C5 è la mescola più morbida, mentre la C1 è quella più dura.
Che colori hanno le gomme F1?
La Hard è identificata dal colore bianco, la Medium dal giallo e la Soft dal rosso. Le Intermediate sono verdi e le Full Wet blu.
Soft, Medium e Hard corrispondono sempre a C3, C4 e C5?
No. Dipende dalla selezione effettuata per il singolo Gran Premio. Per esempio, con C1-C2-C3 la C3 diventa Soft; con C3-C4-C5 la C3 diventa Hard.
Perché non si utilizza sempre la gomma Soft?
Perché offre generalmente più prestazione immediata ma tende a degradarsi più rapidamente. Utilizzarla per tutta la gara potrebbe richiedere più pit stop e rendere la strategia meno conveniente.
Quanto durano le gomme Formula 1?
Non esiste un numero fisso di giri. La durata dipende dalla mescola, dal circuito, dalla temperatura, dall’assetto della monoposto, dallo stile di guida e dalle condizioni della gara.
Che cos’è il degrado gomme F1?
È la progressiva perdita di prestazione dello pneumatico durante lo stint. Può determinare meno grip e tempi sul giro più lenti.
Che cos’è il graining?
È un fenomeno superficiale che crea irregolarità sul battistrada e riduce il grip. Può essere favorito da basse temperature e scivolamento dello pneumatico.
Che cos’è il blistering?
È un deterioramento dello pneumatico generalmente associato a temperature troppo elevate, con formazione di bolle e danneggiamento della superficie.
Quando si usano le gomme Intermediate?
Le Intermediate vengono generalmente utilizzate su pista umida o moderatamente bagnata, nelle condizioni intermedie tra slick da asciutto e Full Wet.
Quando vengono utilizzate le Full Wet?
Le Full Wet sono progettate per condizioni di pista molto bagnata e per evacuare una quantità d’acqua superiore rispetto alle Intermediate.
Perché le gomme nuove non sono subito velocissime?
Perché devono raggiungere la corretta finestra di temperatura. Una gomma nuova ma troppo fredda può offrire temporaneamente meno aderenza di una gomma già in temperatura.
Che rapporto c’è tra gomme e pit stop?
Il momento del pit stop viene spesso determinato proprio dal degrado degli pneumatici e dalla possibilità di ottenere un vantaggio montando una mescola nuova.
Una Hard può essere più veloce di una Soft?
Sì, in determinate condizioni reali. Una Hard correttamente riscaldata e in buone condizioni può risultare più efficace di una Soft molto degradata o surriscaldata.
Chi decide quali gomme portare a un Gran Premio?
Pirelli seleziona le mescole per ogni weekend considerando le caratteristiche del circuito e le sollecitazioni previste sugli pneumatici.
Articolo a cura di Luca Marini.







